22
DIC
2016

L’Abi: Basilea4, uno tsunami da 1.314 mld per le banche europee

Da ItaliaOggi

Sulle banche europee sta per abbattersi uno tsunami regolatorio a causa della revisione delle regole sul rischio di credito e operativo di Basilea 3, che saranno ribattezzate Basilea4. Il nuovo set di regole potrebbe richiedere alle banche un esborso complessivo di 1.314 miliardi di euro, di cui 859 miliardi di capitale per raggiungere i target di Cet1 (+55% rispetto ai 1.574 miliardi di Cet1 attuali) e 455 mld per gli aumenti di capitale aggiuntivo (+83% da Basilea3).
abi-foto-798454È questo l’allarme lanciato dall’Abi al seminario annuale di Ravenna dove è stato chiarito che l’implementazione dei nuovi standard di Basilea3 verra’ a sovrapporsi a due significative innovazioni regolamentari per le banche, a livello europeo e internazionale: l’introduzione del nuovo principio contabile (IFRS 9) per la valutazione dei crediti e la conseguente rilevazione in bilancio delle “rettifiche di valore” e la disciplina del TLAC (Total Loss-Absorbing Capacity) e MREL (Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities), principi regolamentari sulla costituzione di un ammontare minimo (fondi propri e strumenti “bail-inabili”) per assorbire eventuali perdite in caso di crisi e facilitare la ricapitalizzazione delle banche.
In particolare, nel 2018 entrerà in vigore il nuovo principio contabile (IFRS 9) per la valutazione dei crediti e la conseguente rilevazione in bilancio delle “rettifiche di valore” sui crediti. Il nuovo principio richiedera’ alle banche di anticipare in bilancio le “rettifiche di valore” sui crediti, passando dal concetto di perdita da “eventi verificati” a quello di perdita da “eventi attesi”.
Il riconoscimento di una maggiore rischiosità dell’esposizione potrà avvenire anche sulla base delle mutate condizioni del contesto macroeconomico (es. Pil, tasso di disoccupazione) o microeconomico, seppure solo indirettamente e potenzialmente potrebbero incidere sulla capacita’ del debitore di adempiere alle proprie obbligazioni, ciò indipendentemente dal verificarsi di eventi oggettivi di anomalia (rate scadute). Secondo l’Abi, ciò comporterà un aumento delle “rettifiche di valore” e quindi maggiori accantonamenti e maggiore assorbimento di capitale per le banche. L’effetto sul ciclo economico e’ ovviamente restrittivo.
“Una eventuale Basilea 4 ha bisogno di una normativa europea che la trasforma in nazionale”, ha detto Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Abi, ma “riteniamo che – a fine novembre a Santiago del Cile – ci sara’ il comitato dei Governatori e i capi della vigilanza prudenziale dove verra’ ridiscusso il quadro di Basilea 4 e il fronte sara’ compatto. Non sta ancora cambiando la tempistica per il rilancio di questo nuovo set di regole. Siccome le modifiche sono sostanziali e il tempo e’ breve bisogna vedere” quale compromesso si trovera’. “Non credo ci sara’ un immediato impatto sulle condizioni dell’erogazione del credito ma un rischio c’e’, non tanto in termini di tasso ma in termini di quantita’ di credito disponibile”.
Sull’esito dell’incontro, ha proseguito Sabatini, “siamo cautamente ottimisti perchè la posizione Ue è abbastanza unita rispetto al nuovo set di regole di Basilea. A prescindere da Basilea4 c’e’ incertezza regolamentare sui livelli di capitali richiesti in Europa. Basilea risponde al mandato del G20 per garantire una maggiore omogeneità nel calcolo dei rischio, ma senza creare ulteriori incrementi di capitali per le banche. In realtà, il punto di partenza era condivisibile ma il comitato di Basilea e’ andato ben oltre questo mandato. Dicono che non c’è nessuna Basilea 4, ma si stanno gia’ rivedendo i criteri per il rischio operativo quando Basilea 3 non e’ stata ancora completata sugli indici di liquidita’”, ha continuato Sabatini. In pratica, “l’asticella del traguardo e’ stata spostata in avanti” mentre si è ancora in corsa.
Intanto, “la Federazione bancaria europea si è mossa, ha fatto un’analisi di impatto ed è andata da Bce, Eba ed Ecofin che rappresentano l’Europa. L’azione è stata continua e pervasiva e finalmente notiamo che c’è una consapevolezza della non necessità di questo ulteriore irrigidimento delle norme soprattutto in una fase di ripresa ancora debole. Anche la Commissione Ue attraverso Dombrovskis ha effettivamente espresso una posizione abbastanza forte”, ha concluso Sabatini.




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